Campi Flegrei,
Golfo di Napoli
Nella regione vulcanica dei Campi Flegrei si sfruttavano già le fumarole (esalazioni di vapore) per riscaldare gli ambienti termali. L’ingegnere e imprenditore Gaio Sergio Orata intuisce di poter replicare quel sistema, usando un doppio pavimento, o vespaio. Nello spazio così creato circola l’aria calda prodotta da combustione di legna all’interno di forni comunicanti.
Il sopraelevato
conquista l'Impero
Nei secoli successivi il sistema viene perfezionato e comincia a essere largamente impiegato negli edifici termali e nelle ville più lussuose di Roma. Pilastri in mattoni sostengono le enormi piastrelle che creano lo spazio sotto il pavimento, dove scorre l’aria riscaldata. Negli ambienti termali più caldi (calidarium) la temperatura può arrivare anche a 60 gradi, tanto che servono gli zoccoli di legno per camminare.